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martedì 12 settembre 2017

BON BON ALLE NOCCIOLE E WAFER

In Italia abbiamo le migliori nocciole del mondo e quando nei giorni scorsi me ne sono ritrovate un pò in casa grazie a Riserve d'Italia ho cercato di capire in che modo poterle valorizzare.
Nella mia testa ho elaborato le ricette più strane e complicate oserei dire , ma appena mi consultavo con il mio mentore (cioè mio marito) chissà perché le aboliva tutte . Povera me !!! Difficile il marito da accontentare ...eppure questa volta ( spero proprio che non legga questo post) devo dargli assolutamente ragione. 
Infatti nell'avere un ottimo prodotto di qualità eccelsa , non c'era bisogno di elaborare una ricetta tanto complicata e magari con un numero eccessivo di ingredienti...dovevano essere le nocciole le protagoniste assolute della ricetta.
Oltretutto devo dire che mi ha lanciato anche una bella sfida, aprendo i cassetti ed il frigo mi ha detto :- Vediamo un pò che cosa prepari di buono con quello che hai in casa !!!!
Allora voleva mettermi alla prova !?!?!?! Ok, sfida accettata !!!
Non vi dico che occhiataccia gli ho lanciato , completa di scintille e super accessoriata di "adesso esci fuori da questa cucina e non ronzarmi intorno fino ad opera compiuta ".
Infatti ho approfittato per fare tutto quando lui in casa non c'era ed i piccoli giocavano tranquilli in camerette .
Ho indossato il mio bel grembiulino...ops volevo dire grembiulone (vista la stazza) e ho davvero aperto i cassetti, mettendo sul tavolo una sfilza di ingredienti che andavano dal dolce al salato. Una volta messi tutti di fronte a me il primo passo è stato capire cosa volevo realizzare , se una ricetta dolce o una salata. Scartata quest'ultima ipotesi e rimessi in dispensa gli ingredienti scartati , mi sono concentrata su quale dolce preparare ....Una torta ? Noo troppo classica forse , e se fossero stati dei bon bon ? 
L'idea mi allettava e allora mi sono messa subito all'opera !!! Ho preso...beh come dire in prestito i wafer alla nocciola di mio marito ( sono i suoi biscotti preferiti con ci al mattino spesso fa colazione ) e insieme alla crema spalmabile alla nocciola ho tirato fuori dei cioccolatini favolosi, che quando il maritino li ha assaggiati è rimasto senza parole. Addirittura ha detto che se li avessi ricoperti al posto del cacao con del cioccolato al latte e granella di nocciole sarebbero stati uguali a quelli famosissimi avvolti nella cartina dorata...che a Natale sfodera delle magnifiche pubblicità.
Beh che dire la ricetta è semplicissima, la resa è super e sono ottimi anche in questa versione ( mi sà che al maritino non è andato giù il fatto di aver perso questa sfida 😛).
E allora non mi resta altro che darvi l'elenco degli ingredienti ed augurarvi buone mani in pasto !!!!



- Difficoltà : semplice
- Tempo : 15 minuti + 2 ore di riposo
- Costo: € 5 circa 

- Ingredienti per 25 cioccolatini :
150 g di nocciole tostate + 25 nocciole intere
100 g di wafer alla nocciola
180 g di crema spalmabile alle nocciole
cacao amaro in polvere qb





- Preparazione :
In un robot da cucina mettete i wafer alla nocciola, le nocciole e la crema spalmabile alle nocciole e fate tritare per pochi secondi . Prendete il composto e lasciatelo riposare in frigo per almeno un paio di ore.
Trascorso tale tempo formate dei bon bon mettendo al centro una nocciola. Passate i cioccolatini nel cacao amaro in polvere , posizionate ciascuno di essi nei pirottini e servite.

- Occorrente:
Robot da cucina , pirottini 

buzzoole code

martedì 5 settembre 2017

RISERVE D'ITALIA....ED IL CESTO E' FATTO !!!

Benvenuto Settembre !!!! 
Ci avete mai pensato che il nono mese dell'anno in realtà scandisce l'inizio di un nuovo anno ...nel senso l'inizio di un nuovo anno lavorativo, di un nuovo anno scolastico , del campionato di calcio, e del countdown per le festività natalizie.
In rete già si parla degli addobbi che quest'anno faranno tendenza, della corsa ai regali...e vogliamo parlare proprio di questi ultimi?
Ogni anno sotto l'albero vengono strappate centinaia di metri di carte da regalo, la fantasia viene stuzzicata nel cercare di capire cosa conterrà quell'involucro misterioso, e poi...Oh no, il solito maglione che la zia ha fatto ai ferri !!!
No, non è che non piaccia ( per carità , che la zia non ne abbia ) ma solo che è due o tre taglie più piccolo o più grande , dai colori , fantasie e modelli che anche la moda degli anni '80 ne è stata esente (che non me ne voglia sempre la zia che quest'anno ha imparato il tanto agognato punto ad ape )...oppure vi è mai capitato di ricevere quegli oggetti strani, scovati chissà in quale sperduto mercatino natalizio, di cui le istruzioni sono in cirillico ? 
Eppure per far contenti tutti, secondo me basterebbe davvero molto poco , senza neanche spendere delle cifre astronomiche , regalando qualcosa che si riveli utile a tutti e che tutti, chi in un modo o nell'altro ne fa uso. Mi riferisco ai prodotti enogastronomici.







Perchè a Natale ( e non solo ) non lasciarsi trasportare in un viaggio meraviglioso che percorra l'Italia tutta, da Nord a Sud , in un intreccio di tradizioni, sapori e profumi unici al mondo e dall'infinito patrimonio culturale ? Regalare magari un bel cesto ,  affidandosi a veri e propri intenditori oltre che professionisti  , la cui passione per l'arte culinaria è diventata un vero e proprio credo , ammettendo che i prodotti da loro selezionati profumano di aria fresca, hanno i colori del cielo ed il calore della terra, dove tutto dà soddisfazione se donato e condiviso .
Posso assicurarvi che l'eleganza e la raffinatezza stupiranno chi riceverà tale dono ; un e-commerce dedicato agli acquisti online ed un servizio clienti ineccepibile, pronto a soddisfare qualsiasi richiesta e ad affiancare il cliente in ogni sua necessità. Cesti accessibili a tutti , a partire da € 14.90 fino ad un massimo di € 325  ... 







...Vini ,nocciole e  salumi piemontesi, olio extravergine della riviera Ligure , pasta di Gragnano, aceti balsamici e formaggi tipici emiliani e poi panettoni e colombe dal gusto davvero eccezionale e dalla lavorazione artigianale con solo lievito madre bianco e con 64 ore di lievitazione  . Il cuore pulsante dell'Italia vera, quella che tutto il mondo conosce e ci invidia , arriverà a casa vostra ed ogni anno Riserve d'Italia penserà a ricercare sempre nuovi prodotti, volgendo lo sguardo anche a piccoli produttori, spesso sconosciuti ai più , ma che creano il meglio dei prodotti, poichè custodi di infiniti segreti  ed ovviamente non possono mancare bontà certificate con marchi DOP , IGP , DOCG .







Ma le sorprese e le meraviglie non finiscono qui : I prodotti di Riserve D'Italia vengono consegnati in una preziosa scatola di legno creata in modo artigianale e su misura , e per le aziende è possibile personalizzare il coperchio con un proprio logo ; spedite in Italia e all'estero tramite corriere espresso con all'interno un elegantissimo biglietto che brevemente racconta la filosofia aziendale , personalizzabile anch'esso a discrezione del cliente . Tutti i prodotti inviati sono ovviamente made in Italy ed è possibile modificare a proprio piacimento il contenuto di ogni cesto...
Allora quest'anno evitate di comprare nei mercatini aggeggi strani con istruzioni in cirillico e care zie...beh gli anni 80 sono passati da un pezzo, collegatevi al sito www.riservaditalia.it e regalate , anzi mi correggo , regaliamo prodotti tutti made in Italy , poichè regaleremo un pezzo di cultura, storia e sapore ineguagliabile della nostra Terra.




giovedì 17 agosto 2017

PANINI ALL'AGLIO NERO DI VOGHIERA

" Dietro le spalle un morso di felicità ,davanti il tuo ritorno alla normalità lavoro e feste comandate ..." no, non sono io che ho scritto questa frase, ma Francesco Gabbani che trovo adorabile, e che con la sua musica ha accompagnato la mia estate... e siccome siamo ritornati alla normalità dopo 2 settimane di riposo, le ritenevo proprio appropriate.
Ovviamente abbiamo letteralmente staccato ( io e mio marito) per nostra scelta la spina da tutto ciò che era social, tecnologia, pc , tablet etc ( abbiamo usato solo i cellulari per comunicare con i familiari ) siamo ritornati posso ammetterlo più carichi che mai e abbiamo stillato tutta una serie di obiettivi da voler raggiungere e nella vita privata che con il lavoro ed il blog.
Devo ammettere che con la cucina ho preso un pò le distanze, cucinando solo il minimo indispensabile ( almeno per noi adulti) anche se di tanto in tanto ne sentivo proprio la voglia e la necessità di "strafare" ,come spesso ammette mia sorella . Sarà ...comunque sono tornata a casa con nuovi utensili per la cucina , acquistati quando andavamo in giro per negozi e centri commerciali, ma soprattutto con nuove idee, come quella che sto per presentarvi in questo post.
Prima di scendere in spiaggia io e mia sorella ci dedicavamo alla spesa e mentre una mattina stavamo in una panetteria , il mio occhi è caduto sul pane nero , per intenderci quello integrale...proprio in quel momento ho avuto la mia illuminazione seguita dal trillo .
Mi sono ripromessa che appena sarei ritornata a casa avrei sperimentato un pane il cui colore scuro non fosse dovuto alla farina, ma all'aglio nero di Voghiera e allora detto fatto.
Arrivata l'altro giorno, il tempo di sistemare due cosette in casa , accendere la radio e subito di corsa ai fornelli .
A dire il vero all'inizio sono stata un pò scettica...la ricetta forse troppo banale ( no, non ho mai visto un panino nero all'aglio, almeno dalle mie parti ) , e poi il sapore come sarebbe stato ? Ho cercato di studiare al meglio le fasi della preparazione, ma più che altro gli ingredienti : volevo un panino che fosse morbido all'interno, ma croccante all'esterno , con il sapore dell'aglio che devo dire molto delicato , accompagnato da un retrogusto di erbette aromatiche . Ebbene , il profumo già in forno era molto gradevole ed il sapore si è rivelato super , infatti mio marito che mi ha fatto da cavia lo ha gradito tantissimo , e lo ha inserito nell'elenco delle ricette da ripetere il prima possibile .
E allora a me non resta che darvi la ricetta ed augurarvi buone mani in pasto e a voi realizzarle per poter gustare e magari presentare in tavola una bella novità dal gusto davvero delicato e particolare.


- Difficoltà : facile
- Tempo : 3 ore circa 
- Costo : € 2 circa



- Ingredienti per 5 panini :

450 g di farina tipo "00" 
350 g di latte parzialmente scremato
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
7 g di lievito di birra in polvere
10 g di origano e rosmarino tritato
sale grosso qb


- Preparazione :
Per prima cosa mettete in un pentolino il latte e gli spicchi di agli nero privati delle cuticole e dall'inizio del bollore fateli cuocere a fiamma bassa per 15 minuti. 
Dopo che si è raffreddato passate il tutto al mixer o al minipimer , in modo da frullare l'aglio e ottenere una sorte di purea scura.
In una terrina versate la farina, il lievito, il sale e lo zucchero e con un cucchiaio di legno mescolate il tutto, in modo tale che soprattutto il lievito e la farina si mescolino bene. Aggiungete la purea di aglio , l'olio  e le erbette tritate ed impastate molto energicamente. Quando il composto sarà bello elastico incidete sulla superficie una croce, copritelo con un canovaccio e lasciatelo lievitare per un'ora o fino a quando non raddoppia il proprio volume. 
A questo punto dividetelo in 5 parti uguali e formate delle palline che inciderete leggermente sulla superficie con tre tagli paralleli. Disponetele su una teglia foderata di cartaforno, spennellateli con del latte e spolverizzateli con qualche chicco di sale grosso e erbette aromatiche.
Fate lievitare per altri 20 minuti e poi infornate nella modalità statico a 170° per 30 minuti circa. Appena sfornati lasciateli raffreddare su una graticola e poi serviteli.
Se chiusi in un sacchetto si mantengono morbidi anche per un paio di giorni.

- Occorrente :
Teglia, cartaforno

sabato 29 luglio 2017

AGLIO DI VOGHIERA DOP

"L'aglio è una vera superpillola con proprietà  antinfiammatorie, antibiotiche, anti-impotenza, salva-cuore e abbassa pressione. Insomma: un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino è un vero toccasana" e ancora "L’aglio è antisettico, disinfettante e inibisce la proliferazione dei batteri. È ricco di vitamina C e B1. Studi medici dimostrano che i consumatori d’aglio si ammalano meno di cancro allo stomaco, rispetto alla media nazionale, hanno meno infarti e malattie cardiovascolari e possiedono un sangue di eccezionale purezza"...


No, non sono stata io a dirlo ma due grandi personaggi del nostro secolo : il professore Umberto Veronesi e lo scrittore Peter Mayle e tutto questo per citare solo alcuni dei benefici nel consumare l'aglio.
Ma deve essere un aglio eccezionale e per le sue caratteristiche organolettiche e per il modo in cui viene coltivato aspetto questo da non sottovalutare al giorno d'oggi.
E allora vi consiglio l'Aglio di Voghiera DOP ...un aglio che alla vista si presenta di grossa pezzatura , con spicchi regolari, pochi ma grandi che hanno una tunica (per intenderci quella che comunemente definiamo pellicina ) sottile e immacolata, raramente striata di un rosa chiaro.

Ricco di allicina, un potente antibatterico, se schiacciato sprigiona un profumo davvero molto delicato e particolare , proprio come il suo gusto , reso unico anche dalle caratteristiche argillose  del terreno in cui viene coltivato in provincia di Ferrara.
Ogni anno oltre 100 ettari di terreno vengono avviati alla produzione di questo eccezionale prodotto ; dopo un'attenta preparazione del terreno , dal 15 settembre al 30 novembre si passa alla semina e la quantità dei semi varia a seconda della grandezza dei bulbilli , scelti e selezionati manualmente dalla coltura precedente , e  vanno distanziati 8 cm gli uni dagli altri ed ogni fila deve rispettare dai 15 ai 60 cm di distanza.
Insomma una coltivazione che si avvale ancora del lavoro sapiente e meticoloso dell'uomo, che rispetta l'ambiente e regala un prodotto unico nel suo genere...ogni singolo processo viene disciplinato e regolamentato dallo statuto del consorzio.


Particolare attenzione va all'aglio Nero di Voghiera presentato per la prima volta l'anno scorso alla tradizionale fiera dell'Aglio di Voghiera DOP ( quest'anno giunta alla ventesima edizione dal 4 al 6 agosto )  , caratteristico proprio per il suo colore nero .


Durante la lavorazione viene fatto fermentare per circa 60 giorni in un ambiente con temperatura ed umidità controllate , senza l'aggiunta di additivi e/o conservanti.  Oltre all'aspetto , anche la consistenza dell'aglio è diversa, molto più morbido al tatto e al gusto delicato e quindi più digeribile ed adattabile ad un gran numero di ricette.


Siamo purtroppo spesso portati nel consumare nelle nostre ricette l'aglio in spicchi, in camicia o tritato, ma basterebbe guardarsi un pò intorno per capire che lo troviamo in mille modi diversi : dalla maionese (rigorosamente vegana e quindi senza uova e senza glutine ) ai patè, alle confetture ...
Quindi non vi resta far altro che acquistarlo , singolarmente o in trecce , retine o sacchetti o in prodotti elaborati ed assaporare un altro dei prodotti d'eccellenza della cucina italiana , andando sul sito www.agliodivoghiera.it , dove troverete tantissime altre informazioni importanti 

venerdì 21 luglio 2017

TORTA COCCO-LOSA

L'estate è tornata e ... no, non preoccupatevi non ho intenzione di mettermi a cantare la canzone di Tiziano Ferro...anzi l'estate quest'anno è davvero afosa e con la siccità avuta nei mesi scorsi è difficile da sopportare.
Per non parlare poi delle zanzare che puntualmente ritornano ogni anno, ma come avrebbe detto la mia saggia nonnina , noi essere umani siamo stati creati per lamentarci : prima il troppo freddo, poi il troppo caldo, e non piove, e piove sempre....
Però c'è da dire che con il caldo diventa davvero difficile stare ai fornelli e lo è ancora di più quando magari si ha voglia di preparare qualcosina di più sfizioso.
Vi ricordate il post sulla mia mitica classe delle superiori e sul fatto che avremmo cercato in qualche modo di rincontrarci? Ebbene l'incontro è avvenuto con la maggior parte delle mie amiche , visto che alcune adesso risiedono in altre regioni d'Italia , ma finalmente la reunion c'è stata.
L'organizzatrice della serata ha prenotato in un bel localino in stile shabby a nome della Signora Mastroianni (chissà chi sarà poi  questa signora tanto nominata in quella serata 😮 ) , che abbiamo raggiunto dopo esserci incontrate in un bar e preso un aperitivo.
Io come promesso ho portato il dolcino ...una bella torta ma con una crema davvero deliziosa senza  uova , ma fatta semplicemente con Yogurt e panna. Insomma di quelle creme senza cottura che sono perfette per i dolci d'estate, quelle creme fresche che si sposano benissimo o con un classico Pan di Spagna o con una Cheese Cake . 
Dopo aver preparato questa crema mi sono resa conto che assomiglia tantissimo a quella di una nota marca  che prepara le torte in frigo e di cui in questo periodo si vedono spesso le televendite...insomma in parole povere è assolutamente da provare e poi potrete tranquillamente cambiare il gusto ; io l'ho fatta al cocco , ma vanno bene anche tutti gli altri .
La serata è stata splendida, un ritrovarsi dopo 14 anni e capire che il tempo e la vita con esso non hanno modificato il nostro modo di essere. Risate, ricordi e voglia di divertirsi fino  a notte tarda....adesso ci si aspetta il seguito , da ripetere assolutamente prima della riapertura delle scuole. 
Ma è meglio che non mi dilunghi troppo, come mio solito ,vi auguro come sempre buone mani in -  pasto e non fermatevi alle apparenze se il procedimento può sembrarvi un tantino lunghino ....io infatti ho arricchito la torta con bignè e cannoncini di pasta sfoglia fatti in casa, volendo potreste comprarli già fatti o lasciarla semplice, oppure anticiparvi e preparare il tutto ad eccezione della crema con un giorno di anticipo.
Ringrazio per una delle foto la mia amica Nilla, per le quali ha davvero un tocco innato ...




- Difficoltà : facile
- Tempo : 2 ore
- Costo : € 10 circa

- Ingredienti :

Pan di Spagna :
3 uova
150 g di farina "00"
150 g di zucchero semolato 
1 bustina di lievito secco per dolci
30 g di acqua

Crema al cocco
500 g di panna da montare già zuccherata
500 g di yogurt al cocco con pezzi
80 g di zucchero a velo
5 g di gelatina in fogli
50 g di riccioli di cioccolato bianco

Bignè
100ml di acqua
30 g di burro
60 g di farina "00"
2 uova
1 pizzico di sale

Cannoncini
1/2 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

200 g di rapè di cocco 
150 g crema spalmabile alla nocciola
2 cucchiai cacao amaro in polvere 




- Procedimento:

Pan di Spagna:
In un robot da cucina o semplicemente con un frullino tradizionale sbattete le uova, con la farina setacciata e lo zucchero , fino a quando il composto non presenterà delle bolle in superficie. A questo punto lasciatelo riposare tanti minuti quanto quelli che lo avete impastato. Trascorso questo lasso di tempo aggiungete il lievito e l'acqua e amalgamatelo bene.
Versatelo in una teglia imburrata del diametro di 26 cm ed inforno a 150° se il forno è ventilato, 170° se il vostro forno è statico , per circa 30 / 40 minuti.

Appena è pronto sfornatelo e lasciatelo raffreddare fuori dal forno.

Crema :
Versate lo yogurt in una terrina e mescolate con lo zucchero a velo .
Dal totale della panna prendetene  due cucchiai e intiepiditela e scioglietevi al suo interno la colla di pesce ammolata in precedenza in acqua fredda. Montate il restante della panna e unitelo allo yogurt, insieme alle scaglie di cioccolato bianco e alla colla di pesce. Riponete in frigo 

Bignè :

In una pentola mettete l'acqua , il burro ed il pizzico di sale e portate tutto a bollore.
Appena inizia a bollire toglietela dal fornello e gettatevi all'interno tutto di un botto la farina e mescolate con un cucchiaio di legno molto energicamente. Rimettete per qualche minuto sul fuoco, continuando a rimestare, fino a quando sul fondo della pentola non inizierà a formarsi un velo sottilissimo. 
A questo punto lasciate raffreddare il composto , mettetelo per facilitarvi il lavoro in un robot da cucina ed aggiungetevi una per volta le uova .
Versate il composto in una sac-à-poche e formate con un beccuccio medio i bignè , ed infornate a 220° se il forno è statico, 200° se ventilato per i primi 15 minuti a forno già caldo; i restanti 15 minuti abbassate la temperatura di 20°.

Cannoncini :
Tagliate la pasta sfoglia in strisce da circa un cm di larghezza ed arrotolatele intorno agli appositi stampini, oppure se non li avete intorno alla carta stagnola . Foderate una teglia con la cartaforno, adagiateveli sopra cospargeteli di latte e zucchero semolato e cuoceteli a 170°se forno ventilato, 180 ° se statico per 30 minuti.

Assemblaggio:
Tagliate il pan di spagna  a metà, bagnatelo con acqua e zucchero e farcitelo con la crema. Ricoprite anche i lati e la superficie . Poi con la stessa crema farcite i bignè, mentre i cannoncini con la crema spalmabile alla nutella. Decorate i bordi della torta con il rapè di cocco e la superficie con bignè e cannoncini. Spolverizzate leggermente con cacao amaro in polvere 

- Occorrente :
teglia 28 cm di diametro , cartaforno , formine cannoncini oppure carta stagnola , 


giovedì 6 luglio 2017

PIZZA CON MELANZANE E PROVOLA

L'estate è arrivata e con lei il dilemma di cosa preparare da mangiare, soprattutto per cena, visto che con il caldo stare ai fornelli non è proprio l'ideale.
Eppure tra i tanti pasti veloci, ma soprattutto freschi, ogni tanto si ha il bisogno di assaporare  qualcosa di nuovo , che risvegli il palato e le sue papille gustative.
La pizza  che sto per presentarvi in realtà ho avuto modo di conoscerla un sabato sera grazie a Frappappina ( per chi ha da poco iniziato a seguire il blog e si starà chiedendo chi sia mai Frappappina ...ebbene è il nome con cui i miei figli chiamano mia sorella dopo aver visto una volta il film "Marcellino pane e vino ) !!!
E' stato da subito amore al primo assaggio , ed ogni occasione è buona per poterla riproporre ...quando c'è una festa o riunione tra parenti e amici , oppure quando mi avanzano le melanzane a funghetto
Ecco questa potrebbe essere anche una ricetta per riciclare un avanzo del giorno precedente e poi è proprio adatta per questo periodo , visto che uno degli ingredienti principali è proprio un ortaggio di stagione.
Un pò di premesse :  le melanzane a funghetto o comunemente chiamate in dialetto "mulignane a fungetiello " sono un piatto tipico della cucina napoletana e prendono il proprio nome proprio perchè appena tagliate assomigliano a dei funghetti.
La ricetta originale le vuole cucinate con la buccia e fritte in abbondante olio extravergine di oliva ; una volta cotte vanno fatte scolare e poi fatte saltare con il pomodorino fresco , aglio e basilico . 
La mia ricetta è leggermente diversa, è più piedimontese che napoletana . In effetti se le melanzane non provengono dall'orto del mio babbo o di qualcuno che conosco io sbuccio le melanzane , le taglio a listarelle e poi le cuocio in padella con un filo di olio e gli aromi, tutti insieme in un'unica cottura....diciamo che sono un pò più dietetiche...ma non illudetevi
Insomma un piatto tipico campano che si nasconde tra due sfoglie di pizza e viene arricchito dalla provola affumicata....e questa volta anche dalla Raspadura Bella Lodi , che ha dato un bel tocco di classe al sapore.
E' inutile che mi dilunghi troppo, meglio augurarvi subito buone mani in pasto, poichè sono sicura che questa ricetta accrescerà la vostra curiosità.

- Difficoltà : facile
- Tempo : 2 ore + lievitazione
- Costo : € 6 circa


- Ingredienti per una teglia 40 x 40 : 

Per il ripieno
1 kg di melanzane
15 pomodorini
2 spicchi di aglio
sale qb 
origano qb
200 g di provola affumicata
120 g Raspadura Bella Lodi 
40 g olio extravergine di oliva

Per la pizza :
800 g di farina 
450 g di acqua 
10 g di lievito di birra
sale qb
5 g olio extravergine di oliva

- Preparazione :
La prima cosa da fare è impastare la pizza. In una ciotola versatevi tutti gli ingredienti ed impastate. Coprite con un canovaccio e fate lievitare per almeno otto ore .
Nel frattempo preparate anche le melanzane che dovranno essere fredde quando preparerete la pizza.
Sbucciate le melanzane e tagliatele a listarelle. Mettetele in una padella con l'olio, i pomodorini tagliati , l'olio, l'origano, il sale e i due spicchi di aglio che a fine cottura vi consiglio di eliminare. Fate cuocere a fuoco medio-lento con coperchio , fino a quando le melanzane non saranno cotte e belle morbide.
Trascorso il tempo di lievitazione ungete una teglia 40x40 e dividete l'impasto in due parti, di cui una quasi il doppio dell'altra. Con la parte più grande foderate la teglia, stendendo la pasta con le mani e sollevando bene i bordi. Cospargetevi sopra le melanzane , la provola tagliata a cubetti e se volete la Raspadura Bella Lodi .
Coprite con l'altro strato di pasta tirato questa volta sottile con il mattarello. Sigillate bene i bordi e cuocete in forno a 170 ° se ventilato, 190° se statico per 45 /50 minuti.
Sfornate e a vostro piacimento servite calda oppure fredda.

- Occorrente :
Teglia 40 x40



martedì 27 giugno 2017

BELLALODI...LA STORIA DEI FORMAGGI ITALIANI

Lodi 1947. Tre fratelli decidono di iniziare l'avventura di imprenditori nel settore caseario , all'interno dell'azienda agricola paterna , trasformandola nel loro primo caseificio, per poter  lavorare il latte da loro prodotto e quello delle cascine vicine. Il successo ? Enorme, tanto che nel 1958 il secondo dei fratelli inaugura un secondo caseificio a pochi km da Lodi e che dal 1990 , dopo vari ammodernamenti ed ampliamenti  sarà chiamato Lodigrana   , dove verrà prodotto una delle massime specialità millenarie del territorio della lodigiana , il Bella Lodi. Una realtà che primeggia nel settore caseario italiano , come dimostrano le tante certificazioni nazionali ed internazionali ricevute.



Agli eredi dell'Azienda se si chiede quale sia il segreto di tanto successo , la risposta fornita è una : essere nati in una famiglia legata alle tradizioni agricole tipiche del proprio territorio ed ovviamente un latte di primissima qualità.
Il latte viene strettamente controllato tutto l'anno ed insieme agli allevatori si controllano la salute , l'alimentazione ed il benessere dei bovini, affinché quel latte così bianco e puro diventi un vero e proprio oro bianco. E perchè tutto ciò continui l'Azienda Lodigrana si impegna nel preservare il proprio territorio, aderendo al Protocollo di Kyoto attuando scelte naturali e sostenibili. Proprio per questo nel 2008 è stato inaugurato quello che allora fu  l'impianto fotovoltaico più grande d'Italia ; 500 pannelli solari su una superficie di 700 mq che provvedono all'intero fabbisogno aziendale, annullando totalmente le emissioni di anidride carbonica.
Tantissimi i prodotti tra i quali vanno annoverati tra i certificati il Bella Lodi Classico  , la Raspadura Bella Lodi , la Bella Lodi con caglio vegetale e il Bella Lodi riserva oro ; mentre tra i selezionati : Salva Cremasco , Panerone, Laudella e il Quartirolo Lombardo.






Il classico Bella Lodi viene prodotto nella Valle dell'Adda ed il segreto della sua bontà sta nel latte che deriva dalle sole stalle selezionate del territorio cremasco e lodigiano , dove i bovini si nutrono di solo foraggio locale e materie prime di sola origine vegetale. La lavorazione rispetta ancora i canoni di un tempo e dopo tre mesi di stagionature tre maestri casari hanno il compito di valutarla per pasta, colore e profumo e se rispettando tali requisiti diventa un Bella lodi, l'esterno viene dipinto di un colore nero di origine naturale. 
Venduto in varie forme e pesi, si adatta alla spesa di tutti , dai singole alle famiglie più numerose.


La storia vuole che la Raspadura ( tipico termine dialettale che deriva per l'appunto dalla raspa, l'attrezzo che si utilizzava per sfogliare le forme di formaggio) sia un prodotto povero. Infatti le forme di formaggio che non raggiungevano una stagionatura perfetta venivano raspate e il prodotto ricavato veniva lasciato dal padrone della cascina ai suoi contadini.
Oggi le forme vengono di proposito lasciate stagionare per un tempo minore, tagliate a metà e un casaro esperto, con una lama affilata "raspa" lungo lo scalzo, ovvero la superficie del formaggio.
Per la sua morbidezza e scioglievolezza, è adatta su  piatti come la pizza, la bresaola, la pappa dei bambini, ma si abbina anche ai primi piatti.

I prodotti Bella Lodi sono naturalmente privi di lattosio grazie all'accurata selezione di alcuni fermenti lattici utilizzati nella produzione , selezione unica di Pozzali Lodigrana in collaborazione con la facoltà di Agraria dell'Università cattolica di Milano. Durante la fermentazione e la  stagionatura tali fermenti trasformano il lattosio in acido lattico e questo processo totalmente naturale, fa si che alle analisi la quantità di lattosio sia al di sotto del limite di rilevabilità analitico. Quindi un formaggio altamente digeribile ed adatto agli intolleranti 
Bellalodi ...la storia dei formaggi italiani e del rispetto delle tradizioni e dell'ambiente.