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venerdì 30 settembre 2016

CAVATI DI ZUCCA SU FONDUTA DI CACIOCAVALLO MATESE'

Chi l'ha detto che con pochi ma semplici ingredienti  non si possa realizzare una ricetta dal gusto un pò particolare e che magari accontenti grandi e piccini? Inutile dire che gli ingredienti devono essere sempre di ottima qualità, come quello che ho utilizzato per la ricetta che sto per proporvi...ma iniziamo dall'inizio.
Ovviamente dovevo preparare una ricetta con uno dei tantissimi prodotti d'eccellenza matesè ... come ? Che cosa ? Non ricordate o non avete letto il post precedente ? Ahia , ahia, ahiai !!!! Ma non preoccupatevi vi rimando subito al link dell'articolo , vi basterà cliccare qui , in modo tale che le vostre papille gustative possano , attraverso i vostri occhi, avere un'esplosione di gusto osservando i meravigliosi e genuini prodotti illustrati.
Il protagonista scelto per questa ricetta è stato il Caciocavallo del Matese , un formaggio stagionato tipico della Campania , di forma tondeggiante , prodotto con solo latte di vacche podoliche ( tipica razza bovina ) e l'aggiunta di caglio,sale e fermenti lattici. Gli animali vengono allevati allo stato brado in ampi pascoli , situati tra i comuni di Castello del Matese e Campitello Matese e quindi tra un'altezza che va dai 500 ai 2000 m di altitudine. Proprio questa differenza dei pascoli e della flora , la presenza di erbe aromatiche e vari elementi del sottobosco, caratterizzano il sapore del latte, conferendogli importanti qualità organolettiche. L'Azienda selezionata da matesè per la produzione di questo tipico formaggio è l'Azienda Agricola Faiella che vanta un'esperienza nel settore da più di due generazioni.
In che modo poter valorizzare questo prodotto ed accostarlo ad un'altro tipico della stagione autunnale, ovvero alla zucca? Semplicemente realizzando dei cavati o cavatelli che dir si voglia  di zucca, con la ricetta della mia nonna , su una fonduta di caciocavallo ...
A detta di mio marito uno spettacolo, ma è meglio precisarvi una piccola cosa. In realtà, sempre il signor marito, si aspettava i cavati di colore arancione, ovviamente credeva che avrei frullato la zucca...in realtà no, l'ho solo schiacciata con i rebbi della forchetta poichè se la ricetta è dei tempi della mia nonna , e alla sua epoca non esisteva il minipimer o frullatore che sia, come si faceva ? E se la ricetta , almeno per i cavati , deve essere riportata fedelmente , allora è giusto fare così. Proprio per questo ho fatto una foto dell'interno dell'impasto, per rendere l'idea. La zucca scelta è quella mantovana, meno acquosa e che quindi si presta bene per gli impasti.
Insomma il piatto è stato realizzato, sembra che tutti, proprio tutti se lo siano spazzolato, e del caciocavallo ? Beh non è rimasto niente, ma proprio niente, sinonimo di infinita bontà.
Eccovi la ricetta e buone mani in pasto.


- Difficoltà : media 
- Tempo : 2 ore
-  Costo : € 4 circa 




- Ingredienti per 5 persone :

Per la fonduta :
200 g di Caciocavallo matesè
300 g di latte
1 noce di burro
sale & pepe qb

Per i cavati :
350 g di zucca mantovana
550 g di farina tipo "00"
acqua qb

Per il condimento dei cavati  :
30 g di burro
3 foglie di salvia
sale qb



- Procedimento :
Per prima cosa , almeno 5 ore prima di gustare il piatto, tagliate il caciocavallo a cubetti e mettetelo a bagno nel latte con il sale ed il pepe, in un recipiente alto e stretto ( in modo tale che il liquido copra il formaggio ) . In questo modo i sapori del formaggio verranno fuori e si amalgameranno con il latte. Riponete in un luogo bello fresco.
Per i cavati la prima cosa da fare è lavare e mondare la zucca , togliere la buccia ed i semi interni, tagliarla a fettine sottili e stenderla su una teglia coperta di cartaforno. Infornare a 180° se il forno è ventilato, 160° se statico per 25 / 30  minuti, avendo l'accortezza di girarla a metà cottura.
Una volta tirata dal forno schiacciarla con i rebbi di una forchetta e ridurla in pezzetti microscopici, o quasi.


Ponete questa sorta di purea su una spianatoia di legno e versatevi la farina. Incominciate ad impastare , incorporate tutta la zucca e solo allora se occorre versate un pò di acqua per volta.
Impastate per bene, create con un pò di impasto per volta il classico serpentone , tagliate gli gnocchi e solo adesso con l'indice ed il medio unito , con un movimento di 180° , cavate la pasta.
Cuocetela in abbondante acqua bollente salata, e scolateli appena saliranno in superficie.
Saltateli in padella con un pò di burro e salvia.
Nel frattempo che i cavati cuoceranno , sciogliete un pò di burro in una pentolina e dopo averla adagiata su una pentola più grande, la classica cottura a bagnomaria , versatevi il caciocavallo con il latte e lasciate sciogliere il tutto, rimestando con una frusta. 
Quando tutto si sarà sciolto, tirate la fonduta e lasciatela intiepidire in modo tale che si rapprenda leggermente.
Adagiate i cavati nel piatto e tutto intorno la fonduta .

venerdì 23 settembre 2016

MATESE' ...E'

Montesquieu affermava che " è proprio della repubblica avere un piccolo territorio, altrimenti essa stessa non può sussistere ". Un  territorio il nostro, quello matesino , con un proprio microclima, ricco di paesaggi,  i cui scorci riescono a togliere il fiato, dove lo sguardo nelle belle giornate di sole si perde in un cielo terso, o come quando d'inverno la neve scende silenziosa creando un avvolgente incantesimo.
Un territorio ove spesso chi vi nasce lo rinnega e cerca di allontanarsi sempre più , oppure lo ama a tal punto da cercare di tirarne fuori il meglio sotto tutti i punti di vista.
Un pò come è accaduto all'imprenditore matesino Umberto Doti, che da tempo ha :  ricercato, perfezionato ed ideato un progetto , cercando di ricreare un indotto turistico, puntando non solo sulle bellezze paesaggistiche ed artistiche, ma soprattutto sull'enogastronomia.
Un progetto fondato sulla cultura delle tradizioni, spinto dall'amore e dalla passione sviscerale per la propria terra, nato sotto il nome di matesé ...si, perchè come lui stesso afferma, quando si è addentrato nel pieno della realizzazione del progetto, non si è trovato miglior sostantivo per descriverlo se non quello specifico del territorio.


Matesé è un marchio, il primo marchio pensato per il Parco Regionale del Matese ( il quale si estende per oltre 33.000 ettari lungo le pendici meridionali del Massiccio del Matese, tra Campania e Molise, toccando 20 comuni tra il beneventano ed il casertano , e di cui vi fa parte ovviamente il comune di Piedimonte Matese ). Nulla è stato lasciato al caso, tutto è stato meticolosamente ragionato e basti pensare che il solo colore del logo richiama il verde Matese , e tutto è stato fortemente voluto .


Matesé è un marchio sotto cui si riuniscono tutti i prodotti dell'eccellenza matesina, partendo dai formaggi stagionati nel quale spicca il famoso caciocavallo del Matese , passando per i mieli di acacia, castagno e millefiori ; all'olio extravergine di oliva ricavato dall'autentica oliva Tonda del Matese; al Pallagrello bianco e rosso. La carrellata continua con un'altra infinità di prodotti quali : patate, agli , cipolle legumi coltivati ancora con  metodi antichi, farine macinate a pietra, taralli con olio evo , erbe officinali ed oltre 10 tipi diversi di salumi.
Questi sono solo alcuni degli innumerevoli prodotti tipici di questo magnifico territorio, tutti accuratamente valutati e selezionati dallo stesso Doti e che provengono da piccole aziende locali che garantiscono ancora una lavorazione artigianale e manuale dei prodotti e di conseguenza da sottolineare assoluta genuinità.











Per ora l'unico punto vendita presso il quale poter acquistare cotante eccellenze si trova in Via Luigi Ferritto n°1 a Piedimonte Matese , ma è talmente tanta la voglia di espandersi e far si che tali eccellenze raggiungano le tavole non solo di tutti gli italiani, ma del mondo intero che a breve sarà attiva una piattaforma web multilingue con uno spazio dedicato appunto alle vendite on-line. 

video


Per conoscere più dettagliatamente il progetto vi invito a visitare la pagina Facebook https://m.facebook.com/eccellenzematesine/ , dove potrete fare la simpatica conoscenza di Matesino , un piccolo albero di faggio che con tanti divertenti e simpatici giochi, invita grandi e piccini a conoscere , far scoprire e rispettare il territorio e a prendere coscienza del dono e della ricchezza che madre natura ci ha fatto.



Lo stesso imprenditore Umberto Doti afferma che con l'aiuto e la collaborazione di tutti, ognuno per competenza e dando il proprio massimo, si può fare del bene al proprio territorio e ritrovare una propria e forte identità.
Insomma se dovessero chiedervi " Cos è  matesè?"  L'unica risposta che racchiude tutte le altre è semplicemente  matesè !

venerdì 16 settembre 2016

COCCIO DI PANE RIPIENO DI COTICHE E FAGIOLI

Qualche tempo fa una mia amica ha postato su Facebook la foto di una rosetta monoporzione ripiena di fagioli ed era uno dei tanti piatti che componeva l'antipasto che stava gustando al ristorante. 
Devo dire una preparazione davvero molto carina e vuoi per la foto, vuoi per i colori di essa, mi è rimasta impressa nella mente. 
Un giorno mentre stavamo decidendo (vi starete chiedendo chi? Ovvio : io , mia madre e mia sorella ,ovvero il corpo d'armata come ama definirci il mio papà) il menù per l'ennesima riunione di famiglia  , questa foto mi è ritornata alla mente e potevo mai scopiazzare? Nooo !!!! Ho voluto osare , fare il tutto in grande e devo dire che è piaciuta tantissimo la presentazione , ed anche la ricetta ...dicono una vera e propria goduria. Il consiglio è di non strafare nè nella porzione , nè nei quantitativi  delle portate del pasto visto che stiamo parlando di una ricetta anti-dietologo/nutrizionista .
Ma in sostanza l'idea qual è stata ? Semplice svuotare un pezzo di pane intero da 2 kg e usare quello come piatto da portata , riempieto non solo di fagioli ma anche di cotiche .
Il marito è rimasto come dire...senza parole per lo stupore della mia proposta e subito si è offerto di accompagnarmi a fare la spesa , poichè per una ricetta dall'apparenza semplice occorrono degli ingredienti di ottima qualità. 
Fin qui tutto normale , tranne per il fatto che compra questo, compra quello avevamo dimenticato uno degli ingredienti principali : il pane !!!
Per fortuna ce ne siamo ricordati due giorni prima , (si perchè il pane deve essere non proprio fresco, ma neanche raffermo da rimetterci i denti , visto che il sughetto tenderà ad ammorbidirlo) . Eravamo in un centro commerciale e come un fulmine a ciel sereno è arrivata l'illuminazione del pane. Mio marito tranquillo va la reparto panetteria e inizia ad analizzarne i vari tipi .... questo troppo piccolo, questo troppo grande, questo troppo basso...fino a quando un faretto di quelli ad occhio di bue , come una luce celestiale illumina lui, il prescelto...un bel pezzo tondo tondo da 2 kg. Che poi , a detta del maritozzo che legge sempre le etichette, prodotto  da una panetteria della zona, cotto in forno a legna ...insomma il top del top !!!
E questa volta allora non vi auguro buone mani in pasto , ma buon svuotamento del pane e riempimento del pancino !!!!


- Difficoltà : media
- Tempo : 3 ore
- Costo : € 8 circa

- Ingredienti per 12 persone :
3 cotiche
1 kg di fagioli borlotti bianchi
40 g olio extravergine di oliva
6 pomodori pelati
2 coste di sedano
1 cipolla
1 carota
3 spicchi di aglio
3 foglie di basilico
1 ciuffo di prezzemolo
sale
peperoncino
erbe aromatiche ( origano, pimpinella e rosmarino )



- Preparazione :
Per prima cosa preparate le cotiche. Io le ho comprate dal mio macellaio di fiducia già arrotolate ed aromatizzate con aglio , prezzemolo , sale ed un pizzico di peperoncino , ma se non le trovate sta a voi prepararle .
Adesso prendetele e mettetele in una pentola con acqua fino a ricoprirle, mezza cipolla tagliata a fette, carota a rondelle , 1 pomodoro pelato ,uno spicchio di aglio , ed un po' di origano. Fatele cuocere per 35 / 40 minuti . Una volta cotte tiratele dall'acqua e fatele raffreddare. Come avete visto non metto nè condimento, nè sale .
A parte cuocete i fagioli , che volendo potete utilizzare quelli precotti , ma a me non piacciono. Quindi prendete i legumi messi a bagno la sera  prima , metteteli in una pentola, con acqua,ed un trito di cipolla, sedano , aglio , 2 pomodori e qualche foglia di basilico . Fate cuocere e solo a fine cottura aggiungete un pizzico di sale.
Adesso che la base è pronta facciamo insaporire il tutto: per prima cosa in una pentola antiaderente, o meglio ancora se un tegame di coccio , fate riscaldare l'olio di oliva con un pizzico di peperoncino. Aggiungetevi le cotiche precedentemente fatte raffreddare e tagliate a listarelle insieme ad un trito di pochi aghi di rosmarino, pimpinella ed origano. Fatele rosolare per qualche minuto ed aggiungetevi i tre pomodori pelati tritati. Fate rosolare ed infine aggiungete i fagioli con il loro sugo ed il sale. Cuocete pochi minuti, giusto il tempo di far assaporare e addensare il tutto.
Una volta cotto lasciate intiepidire , ed iniziate a svuotare il pane . la mollica non va gettata, ma tagliata a cubetti e tostata in padella , una sorta di crostini da unire ai fagioli.
Svuotate il pane lasciando la calotta che fungerà da coperchio.


Adesso non rimane che riempire il pane svuotandovi dentro  tutta la zuppa. Servite subito al centro della tavola e con un mestolo di legno versate un pò di contenuto ai vostri commensali. Il pane poi affettatelo e gustatelo, una vera e propria bontà.

- Occorrente :
Mestolo di legno, tegame di coccio o pentola antiaderente