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lunedì 22 maggio 2017

MATTONELLA PANNA E GELEE DI FRAGOLE

Con l'approssimarsi della bella stagione il tempo per me sembra sempre poco , tantissime le cose da fare e tante anche le ricette preparate ...ma poco , anzi pochissimo tempo per pubblicare.
Eppure ogni tanto occorre staccare la spina e fare quello che veramente ci piace . Una sera mentre facevo zapping in tv mi sono imbattuta in un documentario davvero molto curioso in cui si parlava di un frutto tipico di questa stagione : le fragole.
Inutile dire che io le adoro .
Allora ecco un paio di curiosità :  le fragole sono quasi prive di calorie (hip hip hurrà per la dieta 😋😋 ) ma ricchissime di Vitamine C , B6 , acido folico , potassio , amminoacidi e fibre;appartengono alla famiglia delle rose e per tradizione in Francia gli sposi le mangiano a colazione il giorno dopo delle nozze ( forse perchè reputato frutto afrodisiaco) ; si pensa che gli antichi romani le coltivassero per curare il mal di gola e i calcoli renali.
Cosa che non avrei mai immaginato è un museo interamente dedicato a questo frutto in Belgio  e a tutti i prodotti da esso ricavato, come marmellate , caramelle .
Insomma guardando il documentario non ho resistito nel preparare nei giorni successivi una bella torta panna e fragole, un cult di questo periodo....ma ho voluto modificare qualcosa. Per prima cosa ho dato una forma rettangolare al pan di spagna  e per semplificarmi la vita ho utilizzato uno stampo da plumcake , e poi ho voluto cimentarmi in una gelee alle fragole.
Peccato che dal pc non si possano trasmettere i profumi della cucina, vi dico solo che è andata a ruba !!!
E allora mani in pasto e buona torta !!!!




- Difficoltà : media
- Tempo : 2 ore 
- Costo : € 4 circa

- Ingredienti :

Pan di spagna :
100 g di farina tipo "00"
100 g di zucchero
2 uova intere
8 g di lievito secco per dolci

Gelee :
500 g di fragole
 50 g di zucchero
2 fogli di gelatina (circa 10 g )
qualche goccia di limone 

Inoltre occorrono:
500 ml di panna da montare 
150 g di fragole




- Preparazione :
Pan di Spagna :
Sbattete in un robot elettrico o in una planetaria le uova con lo zucchero e la farina , facendo diventare il composto voluminoso e bianco. Lasciatelo riposare qualche minuto e poi aggiungete il lievito e una goccia di acqua, impastate nuovamente. Imburrate uno stampo da plumcake da 30 cm di lunghezza , versatevi il composto ed infornate  a150° se il forno è ventilato, 170° se il vostro forno è statico , per circa 30 .
Appena cotto sfornatelo e lasciatelo raffreddare.

Gelee :
Per prima cosa spezzettate la gelatina e mettetela in ammollo in acqua fredda.  Lavate per bene i 500 g di fragole , mettetele in un frullatore e ovviamente fatele frullare. Prendete il composto e passatelo in un colino. Io lo scarto ottenuto lo frullo nuovamente, e lo ripasso al colino. In questo modo ottengo il minimo scarto, cioè solo i semini. 
Prendete il succo ottenuto, lo versate in un pentolino insieme allo zucchero e a qualche goccia di limone e lo lasciate intiepidire  ( attenzione non fatelo bollire). A questo punto aggiungete la gelatina e dopo pochi secondi toglietelo  dal fuoco. Lasciate che si intiepidisca e versatelo in uno stampo ( io ho preso uno stampo da plumcake più piccolo rivestito di cartaforno) e ponete in frigo. Volendo potete prepararlo anche il giorno prima.

Assemblaggio :
Nel frattempo prendete i restanti 150 g di fragole , tagliatele e zuccherate . Il succo ricavato vi servirà per bagnare gli strati della torta.
tagliate il pan di Spagna in due strati. Bagnate il primo strato spalmatevi la panna montata e su di essa la gelee estratta dal frigo. Mettetevi sopra l'altra panna, il pan di spagna che bagnerete nuovamente e decoratela come più vi aggrada, versando al centro della superficie i pezzetti di fragole .

- Occorrente :
Pentolino antiaderente, robot da cucina, 2 stampi da plumcake , cartaforno.



giovedì 6 aprile 2017

CARBONARA DI ZUCCHINE

Ma lo sapevate che oggi 6  aprile è il #Carbonaraday ? Io l'ho saputo qualche giorno fa e mi sono un pochettino documentata su internet .
L'iniziativa ,  che come tutti i progetti dei nostri giorni  prevedono l'utilizzo dell'Hashtag , è nata per volere dell' I.P.O ( International Pasta Organization ) e dell' AIDEPI ( Associazione delle industrie del dolce e della pasta ) per celebrare il piatto che più ci rappresenta nel mondo.
Pensate un pò , secondo Google , la parola "carbonara " è stata la più cercata del 2016 insieme a "ragù bolognese", ed è il piatto preferito tra gli uomini il cui target rientra tra i 15 e i 35 anni... io oserei dire anche oltre.
Sul web sono tante le ricette che troverete, alcune modificate oltre oceano con l'aggiunta di pollo o di besciamella /panna ( per noi italiani impensabile aggiungere tali ingredienti alla ricetta originale) , e tanti dibattiti sull'utilizzo dell'uovo se deve essere cremoso o crudo...e poi è meglio utilizzare la pancetta o il guanciale? Il pecorino o il parmigiano ?
Le scelte e le diatribe sono davvero tante , così come i gusti delle persone e ...se proprio vogliamo dirla tutta , ma che ognuno la cucini e la celebri come meglio creda , senza perdere però la bussola e conoscere almeno le origini di questo piatto .
Secondo molti , il piatto costituiva il pasto principale di molti pastori degli Appennini , che portavo con loro i pochi ma  semplici ingredienti : guanciale, formaggio grattugiato, uova ,olio e pasta. Piatto poi tramandato di generazione in generazione fino ad arrivare ai nostri giorni diventando un vero e proprio cult difficile da replicare .
Ma in realtà molti sostengono che sia un piatto di origine americana, nato durante la Seconda Guerra Mondiale ad opera del biologo e fisiologo statunitense Ancel Keys , per aver ideato la famosa razione K che costituiva il pasto dei soldati ( tuorlo d'uovo in polvere e bacon , a cui poi l'esercito , giunto in Italia ha aggiunto la pasta per aumentare l'apporto di carboidrati).
Terza ed ultima ipotesi è che il piatto abbia origini partenopee , come affermava anche Ippolito Cavalcanti , probabilmente per l'aggiunta di uova e pepe sbattute alla fine della preparazione del piatto.
Tirando le somme , io sono convintissima che il piatto abbia origini italianissime e che sia tra quelli che più ci  rappresenti nel mondo ...poi sulle questioni di uova cremose , cotte o meno ...beh si apre tutto un altro dibattito . 
Io personalmente le preferisco cotte e la carbonara che vi propongo è una variante con le zucchine, approfittando del fatto che tra un pò sarà un ortaggio che spesso comparirà sulle nostre tavole ed ho utilizzato al posto degli spaghetti le mezze maniche rigate ( a vostra scelta vanno bene anche i rigatoni).
E allora allacciate i grembiuli , accendete i fornelli e buon carbonara day !!!!

- Difficoltà : facile
- Tempo : 15 minuti
- Costo : € 4 circa



- Ingredienti per 2 persone :
160 g di mezze maniche rigate
1 zucchina
2 uova
100 g di guanciale
10 g olio extravergine di oliva
100 g di pecorino grattugiato
sale qb
pepe qb

- Preparazione :
La carbonara è uno di quei piatti velocissimi da preparare e che in più di un'occasione vi aiuteranno in cucina, poichè mentre cuocerete la pasta preparerete il condimento.
Quindi  in una padella antiaderente versate l'olio , ed il guanciale. Quando questo si sarà ben rosolato, aggiungete le zucchine precedentemente lavate e tagliate a rondelle sottili ed un pizzico di sale . Fatele appassire , scolate la pasta , versatela nella padella e versatevi le due uova precedentemente sbattute con l'aggiunta del pepe e mantecate con il pecorino grattugiato.


giovedì 30 marzo 2017

BACCALA' CON I PORRI

Vi è mai capitato di andare a trovare qualcuno e di venire accolti da un profumo delizioso? Un profumo , che come quello dei cartoni animati vi invita a seguirlo, aprire un cassetto, prendere una forchetta ed assaggiare ....
Beh a me è capitato , andando a casa di mia zia Rosaria e di essere proprio accolta da un odore soave e non trattenermi dal chiedere :- Che cosa stai preparando di buono ? 
La risposta , così come la ricetta che oggi vi darò è stata semplicissima : baccalà con i porri.
Una ricetta che non avevo mai assaggiato prima di allora , ma talmente buona e facile da preparare che mi è entrata letteralmente nel cuore e non l'ho più abbandonata.
Certo , il baccalà non è un pesce che piace proprio a tutti, compreso mio marito, che quando lo preparo storce sempre il muso e cerca di capire tramite le sue mille domande se è l'unico piatto che servirò in tavola ... però cucinato in questo modo lo mangia ben volentieri.
Gli ingredienti sono semplicissimi , è molto ma molto sbrigativa e ...che cosa volere di più ? 
Ovvio che a volerla preparare bisogna organizzarsi qualche giorno prima , quando si acquista il baccalà, lo si porta a casa , lo si divide in pezzi e lo si mette a "spugnare " cioè lo si mette a bagno per almeno tre giorni ( a seconda di quanto sia spesso ), cambiando l'acqua per altrettante volte al dì.
Devo ringraziare per la buona riuscita di questa ricetta non solo la zia Rosaria ( che ad onor di cronaca mi ha dato con molto entusiasmo la sua ricetta , e devo ammettere che non so se l'abbia vista da qualche rivista o programma tv o semplicemente l'abbia inventata lei di sana pianta ) , ma anche Bio- Express  per avermi omaggiato di due magnifici porri biologici , che hanno reso eccellente il tutto ...
E allora eccovi la ricetta e buona preparazione, come sempre !



- Difficoltà : facile
- Costo . € 15 circa
- Tempo : 50 minuti


- Ingredienti per 6 persone :

12 pezzi di baccalà
2 porri biologici Bio Express
4 pomodori pelati
100 g di olive di Gaeta denocciolate
25 g di capperi sotto sale
20 g di olio extravergine di oliva
origano qb


- Preparazione :
Per prima cosa , dopo aver comprato il baccalà dividetelo in pezzi e mettetelo a bagna per almeno tre giorni e cambiando l'acqua per altrettante volte al dì.
Al momento della preparazione della ricetta asciugatelo con un canovaccio e disponetelo in una teglia antiaderente con la pelle rivolta verso la teglia .


Cospargetelo con un leggerissimo filo di olio .
Adagiatevi sopra i porri precedentemente lavati e tagliati a rondelle spesse circa mezzo centimetro. Dopo aver ricoperto per bene il baccalà, proseguite nel cospargere i capperi dissalati, i pomodori pelati schiacciati, l'origano, le olive . Io non metto sale, anche perchè il baccalà di solito è già saporito di suo. 
Irrorate con il restante olio di oliva e procedete con la cottura. 
Per i primi 15 minuti cuocete il tutto sul fornello con la fiamma moderata ( in questo modo il baccalà rilascerà gran parte dell'acqua che verrà poi asciugata nel forno ( così eviteremo di avere un piatto acquoso).
Successivamente ricoprite la teglia con la carta stagnola e proseguite la cottura a 160°se ventilato , 180° se statico per altri 15 minuti.
Sfornate e servite caldo.

- Occorrente :
Teglia antiaderente , carta stagnola






venerdì 24 marzo 2017

CROSTATA CON CREMA E FRUTTA

Ormai è ufficiale !!! La primavera è finalmente arrivata e lo confermano anche le temperature decisamente in rialzo e quindi per celebrarla occorre un dolce dal sapore fresco e delicato, che piace davvero a tutti.
La scorsa volta vi ho parlato della collaborazione con l'Azienda Bio Express ,  un gruppo di agricoltori dell'Alto Adige che in collaborazione con altri agricoltori sparsi nelle diverse regioni d'Italia, vendono i loro prodotti direttamente ai consumatori ,contando di raggiungere circa 4000 famiglie a settimana.
Ebbene , grazie ad alcuni dei meravigliosi prodotti che mi hanno spedito nella mia box, ho potuto realizzare una meravigliosa crostata con la frutta e crema qualche giorno fa.
Come al solito ad illuminare la mia mente è stata la mia dolce metà...avevo in realtà tantissime idee che mi frullavano nel cervello , e non sapevo proprio cosa decidere . Decidevo per una cosa e... noh, troppo complicata !!! Quest'altra idea? No, mi manca questo o quell'altro ingrediente ? 
Volete sapere che cosa ha fatto il mio consigliere? Ha messo tutti gli ingredienti sul tavolo della cucina , e poi mi ha detto :- "Che cosa realizzeresti con questi pochi ma semplici ingredienti ? ".
Aveva proprio ragione, con pochi ingredienti ma di ottima qualità si possono creare dei capolavori (intendo per il palato) !!!
E allora c'è chi allaccia le cinture , io invece il grembiule , e si parte per una nuova avventura culinaria  . Tanta passione , un pizzico di fantasia e di pazienza ed il gioco ...ops volevo dire il dolce è pronto.
Inutile dire che è stato davvero molto gradito e le mele e i kiwi rigorosamente biologici della Bio Express erano maturi e dolci al punto giusto, da non necessitare l'aggiunta di ulteriori zuccheri, ed io credo che per una crostata con la frutta sia un dato da sottolineare ( pensare di assaggiarne una fetta e che sia incredibilmente acra ...io non gradirei molto, ma i gusti son gusti).
Allora eccovi la ricettina con ingredienti che di solito nelle dispense delle massaie non mancano mai e che spero risolvi il dilemma del dolce della domenica.
Buone mani in pasto !!!!



- Difficoltà : facile
- Tempo : 2 ore
- Costo : € 4 circa

- Ingredienti :

Per la frolla
250 g di farina tipo "00"
70 g di zucchero
1 uovo + 1 tuorlo
80 g di burro
la buccia grattugiata di un limone
1/2 cucchiaino di lievito secco per dolci 
1 pizzico di sale

Per la crema 
300 ml di latte
75 g di zucchero
75 g di farina
1 uovo intero
buccia di un limone grattugiato
1 bustina di vanillina

Per decorare 
1 mela
2 kiwi
2 mandarini
1 confezione di ciliegine rosse candite
1 foglio di gelatina 



- Preparazione :
Per la pasta frolla 
Mettete tutti gli ingredienti in un robot da cucina oppure su una spianatoia ed impastate. Avendo messo un pizzico di lievito non occorrerà far riposare in frigo ,ma si può già stenderla in una teglia rotonda del diametro di 24 cm precedentemente imburrata. Bucherellate la pasta frolla dopo averla stesa , adagiatevi sopra un foglio di cartaforno con dei fagioli secchi o del riso ( per evitare che in cottura si alzi ). Mi raccomando i bordi , devono essere belli alti per contenere successivamente la crema.
Infornate a 180° se ventilato, 160° se statico per 30 / 35 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare.

Per la Crema:
In un pentolino antiaderente versate tutti gli ingredienti ad eccezione del latte. Con una frusta amalgamate e aggiungete adesso il latte, fino a versarlo tutto. Mettete sul fuoco e con la frusta continuate a girare. Fate cuocere fino a due minuti dopo aver raggiunto il bollore. Fate raffreddare.

Assemblaggio
Sul piatto da portata adagiate la frolla, spalmatevi sopra la crema in modo omogeneo e decorate a piacere con la frutta lavata , sbucciata ed affettata.
A parte in un pentolino fate sciogliere la gelatina e con un pennellino spennellate la frutta, ad eccezione del kiwi e dell'ananas qualora decideste di utilizzarla .

- Occorrente : 
Teglia 24 cm di diametro , cartaforno, robot da cucina o spianatoia , riso o fagioli secchi 


mercoledì 15 marzo 2017

BIO EXPRESS = SALUTE E BONTA'

Mangiare sano negli ultimi anni equivale a mangiare biologico... ma quello che spesso compriamo è realmente biologico? 
Questo è un quesito che spesso mi sono posta, soprattutto quando al mercato o nei supermercati ho trovato esposti prodotti che riportavano tale dicitura , ma non erano come io me li aspettavo... mi spiego meglio. Se le mele esposte sono lucide , brillanti  e dalla forma perfetta tanto da far invidia a Grimilde ( la strega di Biancaneve) e negli ortaggi le foglie sono praticamente perfette tanto da sembrare aver preso vita da una tela dell' Arcimboldi ... forse tanto biologico non sono , non credete? La natura l'ho sempre immaginata come un artigiano e si sa che i prodotti artigianali , realizzati a mano , sono uno diverso dall'altro.
Biologico e con certificato di conformità è il lavoro svolto da Bio Express , un gruppo di agricoltori dell'Alto Adige, che in collaborazione con altri agricoltori sparsi nelle diverse regioni d'Italia, vendono i loro prodotti direttamente ai consumatori delle regioni Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia , Puglia  e Roma , contando di raggiungere circa 4000 famiglie a settimana.



 La qualità dei prodotti, che ho avuto modo di testare,  è eccellente e devo dire che anche molto belle sono le confezioni in cui i prodotti vengono consegnati.
C'è la possibilità di scegliere : tra tre diverse tipologie di cassette, contenenti solo frutta, solo verdura o ambedue e ovviamente le dimensioni. 
Ad esempio per una o due persone è consigliabile scegliere la " borsa Single" , con un peso indicativo che oscilla tra i 3 e i 4 kg ed un costo totale di €17; per un nucleo familiare medio è consigliabile la bio-cesta di 6 / 8 kg del costo di € 25 ; mentre per le famiglie numerose è perfetta la bio-cesta da 9 / 12 kg del costo di € 35.


Ma Bio Express ha pensato non solo alle famiglie o ai single, ma anche alle persone che sono costrette a consumare il pranzo fuori casa, come per chi lavora negli uffici , potendo anche qui scegliere tra le varie tipologie di qualità e grandezza, ma soprattutto sospendendo il servizio nei periodi di chiusura dell'attività. Vi starete chiedendo come possa essere utile in ufficio, dove si è impossibilitati nel cucinare ? Non ci sono problemi, Bio Express ha pensato anche a questo, orientando la scelta verso prodotti che possono essere consumati semplicemente con le mani, senza bisogno di cotture o particolari tagli.


Oppure siete dei possessori della card IKEA FAMILY ? Tanto di guadagnato, poichè riceverete la cassetta grande mista ad un prezzo super conveniente.
I prezzi di tutte le ceste sono comprensivi di trasporto.




Ogni settimana sul sito troverete la lista di tutti i prodotti che vi verranno consegnati , e se qualcuno non dovesse essere di vostro gradimento basterà inserirlo nella lista degli alimenti indesiderati al momento dell'iscrizione al servizio che a vostra scelta potrà essere a cadenza settimanale o quindicinale. Il pagamento avviene mensilmente dopo l'emissione della fattura tramite Bollettino freccia, carta di credito, addebito diretto SEPA o SDD , bonifico bancario o postale. 
Solo sul primo acquisto il prezzo sarà maggiorato di € 2.50 come cauzione per la cassetta di legno che sarà restituita di volta in volta la settimana successiva alla consegna.


Bio Express vuole e riesce a fornire un servizio di assoluta qualità , prestando attenzione alle richieste dei propri clienti che se vogliono possono acquistare i meravigliosi prodotti biologici senza essere vincolati all'acquisto delle cassette e consultare un listino prezzi che viene aggiornato ogni settimana .
Ringrazio Bio Express per la splendida campionatura inviatami : porri, sedano, carote, cavolo rapa, zucca, radicchio pan di zucchero, cetrioli, arance , mele ,  kiwi e spero di non aver dimenticato niente.
Sapete l'impressione che ho avuto quando ho visto la campionatura? Che tutta quella bontà provenisse dal mio giardino e non da qualche ( si fa per dire ) km più in là.
Bio Express significa concedersi non solo infinite bontà, ma fare un regalo a se stessi investendo su prodotti naturali ed ovviamente biologici 

domenica 5 febbraio 2017

PANZAROTTI UOVA E FORMAGGIO

Nel mio blog mi piace riportare ricette  che solitamente suscitano in me ricordi della mia bellissima infanzia.
Da piccola per me era un tripudio di emozioni quando molto di rado mia madre, che lavorava in fabbrica, vuoi per un motivo o per un altro rimaneva a casa. Che bello , sapevo che mi avrebbe preparato tante cose buone da mangiare soprattutto per invogliarmi, visto che ero non magra, ma di più ( oggi a vedermi non si direbbe proprio!!! )  e poi avremmo finalmente trascorso del tempo insieme.
Ricordo che spesso nei pomeriggi preparavamo insieme i panzerotti con le uova ed il formaggio grattugiato... io mi divertivo a chiuderne i lembi con i rebbi della forchetta e poi a poggiarli su un vassoio. Al momento di friggerli ricordo che mamma si chiudeva nel dietro-cucina e poi ad opera ultimata usciva con il suo bel vassoio pieno di infinita bontà.
Oggi che siamo tutti cresciutelli sono diventati l'occasione per incontrarci tutti il sabato sera  e gustarli insieme , raccontandoci la settimana appena trascorsa.
Quando qualche giorno fa sono arrivate le bontà di Lattebusche ho iniziato a pensare a quali ricette poter fare per esaltare il Piave DOP . Ovvio che appena ricevuto il prodotto l'ho aperto per assaggiarlo e capire bene in quale ricetta abbinarlo. Con me avevo una vera intenditrice di formaggi grattugiati ( una dei tanti in famiglia) ovvero la mia mamma.
Appena lo ha annusato ed assaggiato mi ha guardato e con una logica spiazzante mi ha detto :- Perchè non fare i panzarotti uova e formaggio, se ancora non li hai pubblicati nel blog? Sono buoni, il formaggio è tra gli ingredienti principali,  e poi è un'occasione in più per riunire tutta la famiglia.
Aveva perfettamente ragione, e detto fatto, sono stati realizzati.
Ma sapete cosa rende speciale questa ricetta ? Che se realizzati il giorno prima il loro gusto non cambia ed è davvero un bel vantaggio se si vogliono realizzare magari se si hanno ospiti o il tempo a disposizione è poco.
Non è il caso di dilungarmi ancora vi lascio di seguito la ricetta e come sempre vi auguro buone mani in pasta !!!!


- Difficoltà  : facile
 - Tempo : 2 ore 
- Costo : € 10 circa

- Ingredienti per 30 panzarotti :
Per la pasta :
350 g di farina "00"
90 g di olio extravergine di oliva
1 pizzico di sale
acqua qb per impastare 

Per il ripieno :
500 g di formaggio Piave DOP grattugiato
80 g di mortadella affettata sottilissima
3 o 4 uova 

1 l olio di semi per friggere



-  Preparazione :
- Ripieno: 
Per prima cosa è bene preparare il ripieno, in modo tale che riposerà un pò e così si assaporerà meglio.
Grattugiate finemente il Piave Dop in una ciotola ed unite la mortadella sminuzzata che già in precedenza era stata  affettata in modo sottile.
Unite le uova , tre o quattro, a seconda della loro grandezza , magari potrebbe occorrerne un'altra , comunque fino ad ottenere un impasto ben amalgamato e morbido.
Io non aggiungo sale, essendo il formaggio già saporito.

- Pasta :
Su una spianatoia di legno versate la farina setacciata a fontana , unite l'olio extravergine di oliva, un pizzico di sale ed iniziate ad impastare. Poco per volta aggiungete un goccio di acqua, fino ad ottenere un impasto che sia morbido e nello stesso tempo elastico.

- Svolgimento.
Con l'aiuto di un mattarello stendete una sfoglia molto sottile, che non superi i  cinque millimetri di spessore. Tagliate con un coppa-pasta o anche con una tazza del latte , tanti dischetti del diametro di 12 cm. Farciteli con il ripieno e chiudeteli a forma di mezzaluna premendo bene i bordi con i rebbi di una forchetta.
Friggeteli in abbondante olio di semi ben caldo, a fuoco basso però, poichè durante la cottura il formaggio dovrà sfogliare e cuocere piano, altrimenti rischia di restare crudo e compatto. 
Quando saranno belli dorati scolateli su carta assorbente e serviteli freddi o al massimo tiepidi.

- Occorrente :
Spianatoia in legno, mattarello, coppa-pasta , padella, carta per fritti








giovedì 2 febbraio 2017

LATTEBUSCHE L'ARTE DI FARE LATTE

A Busche , nel bellunese, in una zona incontaminata e ricca di pascoli tipici dei paesaggi alpini, da oltre 60 anni è attiva una cooperativa nel settore lattiero. 
L'intensificazione dell'attività di allevamento del bestiame da latte ( razze Bruna ed Alpina), nasce e si diffonde come soluzione al declino della Serenissima Repubblica di Venezia , che nel periodo di suo massimo splendore controllava tali territori .
Piccoli allevatori , per risparmiare sui costi di produzione ed ottenere un maggior ricavo si raggrupparono per poter lavorare a turno presso un unico casello. Ma gli anni difficili delle due grandi guerre nel secolo scorso, misero a dura prova queste attività , molte chiusero altre invece fronteggiarono con tenacia i problemi e così nel 1954 a Busche, 36 soci fondarono la "Latteria Sociale Cooperativa della Vallata Feltrina" , oggi Lattebusche . Nata per tutelare i piccoli produttori di montagna, negli anni è cresciuta sempre più, aumentando il numero dei soci a 357.

Foto tratta dal sito web aziendale


Oggi è dislocata su cinque stabilimenti produttivi : Busche (BL) , Chioggia (VE) , Sandrigo (VI) , Camazzole (PD) e San Pietro in Gù (PD) , con 266 dipendenti , 50 agenti e 13 punti di vendita diretti, i cosiddetti Bar Bianco ( il primo nato nel 1969 e che vende solo ed esclusivamente prodotti Lattebusche).

Foto tratta dal sito web aziendale 

Ogni giorno si lavorano oltre 3600 ettolitri di latte , l'equivalente di trentaseimila litri , dai quali si ricavano : yogurt, latte fresco di Alta Qualità, gelato, formaggi freschi e stagionati , di cui il più noto è il Piave DOP .
La tradizione con il trascorrere degli anni ha incontrato la tecnologia , ma quest'ultima ha sempre rispettato i prodotti rendendoli ancora unici nel loro sapore.  E poi solo una materia prima di qualità eccellente permette di ottenere un prodotto finito eccellente.
Proprio per garantire il meglio ai consumatori , Lattebusche sugue un rigido e meticoloso iter che va dalla mungitura del bestiame selezionato , alla raccolta del latte , alle analisi e controlli di laboratorio , alla trasformazione e distribuzione del prodotto. 
Tra i vari prodotti realizzati spicca il formaggio tipico bellunese, il cui nome deriva dall'omonimo fiume, ovvero il Piave. 


Il formaggio Piave ( che dal 2010 ha ottenuto dalla Comunità Europea il massimo riconoscimento per un prodotto alimentare, ovvero il marchio Dop ) , di cui Lattebusche risulta essere  l'unico produttore , segue per la sua produzione ancora metodi di lavorazione tradizionali. Durane la stagionatura che avviene in ambienti a temperatura e umidità controllata e che varia dai 20 giorni ai 18 mesi , le forme vengono regolarmente rivoltate , raschiate e spazzolate.


Viene commercializzato in tre tipologie diverse, oltre alla "Selezione Oro " ed una "Riserva ":
1) fresco (stagionato dai 20 ai 60 giorni)
2)mezzano (stagionato dai 60 ai 180 giorni)
3)vecchio (stagionato oltre 180 giorni)
 - vecchio "Selezione Oro"  (stagionato oltre 12 mesi)
 - vecchio "Riserva" (stagionato oltre 18 mesi).

Il sapore è dolce ed intenso, ed è ottimo sia gustato come semplice formaggio da tavola o grattugiato.
La "Selezione Oro" si presenta con una buccia consistente ed un colore tendente al paglierino, privo di occhiatura. 
Capace di esaltare ogni portata è ottimo se abbinato con noci e pere e ha conquistato il cuore non sol odi molti italiani, ma anche di vari stati esteri come Canada e Australia.
Vi consiglio di visitare il sito aziendale www.lattebusche.com , per avere una panoramica ancora più ampia dei meravigliosi prodotti che da generazioni, grazie all'impegno , alla costanza e alla serietà portano in alto sul proprio territorio nazionale e all'estero il valore del made in Italy




mercoledì 25 gennaio 2017

IL RAGU' NAPOLETANO

Edoardo De Filippo  , tra le sue tantissime opere , ne ha dedicata una al ragù napoletano...eh si, perchè per ogni napoletano che si rispetti nessun ragù è buono se non quello di mammà. 
'O rraù ca me piace a me 
m' 'o ffaceva sulo mammà. 
A che m'aggio spusato a te, 
ne parlammo pè ne parlà. 
Io nun sogno difficultuso; 
ma luvàmell''a miezo st'uso. 
Sì, va buono: cumme vuò tu. 
Mò ce avèssem' appiccecà? 
Tu che dice? Chest'è rraù? 
E io m'a 'o mmagno pè m' 'o mangià... 
M' 'a faje dicere na parola? 
Chesta è carne c' 'a pummarola.

Devo però precisare che a Napoli ,  zona che vai ragù che trovi , nel senso che c'è chi lo fa con carne mista ( vitello e maiale) e chi con una sola qualità.
Ricordo ancora quando le domeniche le trascorrevo dai miei nonni partenopei ed ancora mi tornano i mente gli odori e i profumi , che sono diventati quelli che mi riconducono alla mia infanzia.
Appena scesa dall'automobile ricordo il profumo del limone che il nonno curava come un figlio, con i suoi bei frutti gialli come l'oro e appena si entrava in casa si veniva accolti dal profumo delizioso del ragù che la nonna, con tanta cura e pazienza ci preparava.
Essendo io all'epoca una bimbetta tutta pelle e ossa ( difficilissimo a crederci, nel vedermi adesso ), ricordo che abbinava questa bontà agli ziti. Il compito , permettetemi di dire non facile, di spezzare tale pasta toccava al nonno, che si sedeva sulla sua seggiola e con il colapasta poggiato sulle gambe iniziava il suo duro compito. 
Siccome si inventavano di tutto pur di farmi mangiare, ricordo che la nonna li faceva spezzare per me , piccoli piccoli , della grandezza di una falange... ah povero nonno , quanta pazienza !!!!
Siccome poi gradivo , la nonna il ragù rimasto lo metteva in un barattolo di vetro e lo dava a mia madre , con la speranza che il miracolo del pasto si ripetesse anche il giorno dopo.
Oggi la situazione è un pò diversa, avendo un critico gastronomico in famiglia, mio marito per precisare, ogni domenica è sempre la stessa storia... Poverina la mia mamma che si sente dire dal genere partenopeo (in tono di scherzo ovviamente ) che il suo è un ottimo ragù, ma non uno napoletano !!! E da lì iniziano le  frecciatine, le battutine , ma sempre tutto in tono scherzoso .
Il segreto di un buon ragù ? Credo che sia la pazienza, tanta tanta pazienza e l'amore per le persone per cui si cucina. Va preparato il giorno prima in una pignatta di coccio , fatto cuocere a fuoco lento e lasciato "pippiare" o "pappuliare" che dir si voglia per almeno otto ore.
Nella riuscita di questo ragù che è stato un successone devo assolutamente ringraziare  l'azienda Mazzotti Home  per la pignatta inviatami , una vera e propria opera d'arte non solo nell'aspetto, ma anche nell'assolvere appieno il suo compito. 
Allora è inutile dilungarsi ancora, vi lascio la ricetta augurandovi un buon ragù!!!




- Difficoltà  : facile
- Tempo : 8 ore 
- Costo : € 20 circa

- Ingredienti per 10 persone :
4,5 l di passata di pomodoro
500 g di salsiccia cervellatine ( quella sottile)
8 tracchie
8 fettine spesse di muscolo di vitello
5 cotiche di maiale
100 g di prosciutto crudo
100 g di pancetta arrotolata
50 g di cipolla
sale qb



- Preparazione :
La prima cosa da fare è tritare finemente la cipolla con il prosciutto crudo e la pancetta. Questa operazione potrete farla tranquillamente con un mixer per risparmiare un pò di tempo. 
Versate il trito nel tegame di coccio e fate rosolare a fuoco basso e ricordandovi sempre di poggiare la pentola su uno spargifiamma . Appena la cipolla sarà bella imbiondita e i grassi del prosciutto e della pancetta sciolti , unitevi tutta la carne, comprese le cotiche che voi o il vostro macellaio avrete arrotolato ed insaporito all'interno con pepe, sale, aglio e prezzemolo ( molti a Napoli mettono anche pinoli ed uvetta ,ma questa volte l'ho omessa).
Fate rosolare affinchè la carne non sia sigillata per bene ( contando che state usando una pentola di coccio tale operazione può durare dai 45 ai 60 minuti).
Unite la passata di pomodoro, salate e lasciate pippiare cioè bollire piano piano per circa sette ore. 
Il miglior modo per assaggiarlo è quello di cospargerlo su una fettina di pane .

- Occorrente: 
Pentola di coccio 





martedì 17 gennaio 2017

PANE COTTO CON I FAGIOLI

Per fortuna che al giorno d'oggi ci sono le nonne !!! Lo dico da mamma, ringraziando ogni giorno la mia , per tutto quello che fa per la mia famiglia, per la sua presenza che spesso si rivela una vera e propria manna dal cielo !!!
Ma ho sempre sostenuto che le nonne sono un pò magiche con i loro nipoti, arrivano là dove le mamme non riescono e rendono i ricordi ancora più speciali.
Delle mie due nonne ho un ricordo favoloso, la nonna Angela la vivevo a domeniche alterne, non abitando vicine, mentre la nonna di cui porto il nome ...beh c'era un rapporto quotidiano.
Mia madre lavorava e spesso trascorrevo i pomeriggi con lei , ma quelli che mi sono rimasti più impressi erano quelli nel periodo che andava da fine ottobre a novembre, che coincideva con la raccolta delle olive. 
La storia della mia nonna è bella perchè semplice, intrisa dell'amore e dei sapori della sua terra , quella terra che ha tanto amato e rispettato. Durante appunto la raccolta delle olive , sia andava tutti da lei per contribuire e noi piccini, che a dire il vero con le nostre marachelle eravamo un pò d'intralcio ai grandi, venivamo accolti tutti nella sua cucina.
Il suo cuore malato non le permetteva più lavorare in prima persona, ma dirigeva l'opera e i figli, per farla sentire ancora più partecipe, le portavano un secchio di olive a cui bisognava togliere i fuscelli . Lei allora dopo aver preparato il pranzo per tutti, si sedeva sulla sua sedia accanto al camino , ci faceva sistemare in cerchio e ci raccontava dei "cunti".
Ricordo che io ripetevo spesso :- No, nonna, non si dice cunti, ma racconti !!! 
Lei allora mi accarezzava la testa e mi diceva che poi , con il tempo avrei capito che dire cunti non era un errore !!!
Aveva ragione, e lo avrei capito effettivamente poco dopo la sua scomparsa, quando per puro caso mi imbattei ne "Lo cunto de li cunti " di Giambattista Basile....ma questa è un'altra storia.
Il cunto che spesso ci raccontava, in tema con la cucina, era quello dei fagioli ! Nooo, per carità io li odiavo i legumi e quando se ne parlava ? Il giorno in cui per l'appunto li avrebbe serviti a pranzo. 
Brevemente la storiella raccontava di una fanciulla bellissima, da far girare la testa ad un principe e che sposò  un bel contadino. Il ragazzo dedito al lavoro , era stato messo in guardia dalla madre , che spesso la bellezza ed il cervello non andavano di pari passo...ma si sa, l'amore ha il sopravvento su tutto e tutti. Un giorno il giovane sposo , prima di recarsi ai campi chiese alla moglie per cena due fagioli , e già ne pregustava il sapore soave. Tornata la sera, a cena trovò nel piatto un solo fagiolo... sih perchè la moglie davvero ne aveva cotti solo due , uno a testa.
Per come la nonna raccontava , io scoppiavo a ridere, ma lei mi diceva che dovevo riflettere, perchè nella vita non bisogna mai fermarsi alle apparenze ed in cucina  nemmeno al primo assaggio.
Vi starete chiedendo perchè tutta questa storiella ? Semplicemente per presentarvi un piatto che ha i fagioli come protagonisti , ed ogni volta che lo ripropongo penso alla storiella e a quei giorni ancora così vivi nei miei ricordi : il pane cotto con i fagioli.
Mi sono avvalsa di due importanti prodotti : la materia prima:  i fagioli rossi matesè , tipici delle mia zona e da agricoltura biologica ( chi non riuscisse a reperirli può farlo con qualsiasi varietà ) e la legumiera della Mazzotti Home.
Beh non vi resta altro che fare un salto indietro nel tempo per la realizzazione di questo piatto unico , avere a disposizione del pane rigorosamente raffermo  ed augurarvi buon appetito !!!!
Un'ultima cosa, prima che non mi dimentichi: le dosi sono indicative, 80 g di pane secondo voi bastano a persona ? La regola direbbe di si , ma spesso ci sono delle eccezioni !!!




- Difficoltà : facile
- Tempo : 20 minuti
- Costi : 2 € circa

- Ingredienti per 4 persone :
350 g di fagioli cotti
30 g di cipolla 
20  di olio extravergine di oliva
320 g di pane raffermo
sale qb
acqua qb




- Preparazione :
Per prima cosa tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire con l'olio extravergine di oliva in untegame di coccio, avendo l'accortezza di porlo su uno spargi-fiamma .
A questo punto unite i fagioli già cotti, un pizzico di sale e dell'acqua.
Per quanto riguarda l'acqua le dosi possono essere solo che indicative, in quanto dipende dalla durezza del pane, che all'inizio deve essere coperto dall'acqua.
Appena l'acqua bolle versatevi all'interno il pane rigorosamente raffermo tagliato a cubetti belli spessi e a fiamma medio-bassa con un cucchiaio di legno mescolate molto delicatamente . Il pane appena sarà morbido e l'acqua completamente riassorbita è pronto per essere gustato.

- Occorrente .
Legumiera di coccio , cucchiaio di legno.